In un’epoca in cui le parole sembrano talvolta valere più dei fatti, distinguere l’impegno autentico dalla semplice comunicazione è diventato essenziale. Per gli Enti del Terzo Settore (ETS), questo non è solo un tema di reputazione, ma una questione di coerenza e responsabilità. È qui che entra in gioco il Bilancio Sociale: uno strumento concreto, trasparente e strategico per raccontare ciò che si è e ciò che si fa.
Non solo un documento: un atto di fiducia
Il Bilancio Sociale non è un semplice adempimento formale. È una narrazione integrata che unisce numeri e valori, risultati e visione, azioni e impatti. Parla di ciò che l’ente ha realizzato, dei benefici generati per la comunità, delle risorse utilizzate e, soprattutto, delle scelte che stanno dietro a ogni progetto o intervento. Per un ETS, redigere e pubblicare un Bilancio Sociale significa scegliere la trasparenza come fondamento della propria identità pubblica. È un atto di fiducia verso i donatori, i volontari, le istituzioni e tutte le persone coinvolte, direttamente o indirettamente, nella vita dell’organizzazione.
Uno strumento che racconta persone, non solo performance
A differenza dei bilanci economici, il Bilancio Sociale mette al centro le persone: chi lavora, chi partecipa, chi beneficia. Racconta storie, non solo statistiche. Mostra l’efficacia di un’azione non solo in base ai risultati raggiunti, ma anche al cambiamento generato nel lungo periodo. Ed è proprio questa la forza di questo strumento: mostrare l’impatto sociale attraverso una lente umana e concreta. Rendere visibile ciò che spesso rimane invisibile, come l’ascolto, la cura, la dignità restituita, la crescita collettiva.
Chi deve redigerlo e quali sono le regole da seguire
Il Bilancio Sociale è obbligatorio per gli Enti del Terzo Settore con ricavi, rendite, proventi o entrate comunque denominate superiori a 1 milione di euro annui, come stabilito dal D.Lgs. 117/2017 (Codice del Terzo Settore). Tuttavia, può essere redatto anche su base volontaria da tutti gli ETS che vogliono adottare uno strumento di rendicontazione sociale strutturato. Le modalità di redazione e i contenuti minimi sono stabiliti dalle Linee guida per la redazione del bilancio sociale adottate con Decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali del 4 luglio 2019. Queste linee guida definiscono un impianto metodologico comune, favorendo la comparabilità e l’affidabilità dei dati, ma lasciando anche margini di flessibilità per adattarsi alla natura e alla dimensione dell’ente. È quindi uno strumento normato ma anche modellabile, che valorizza la specificità di ciascuna organizzazione.
L’esperienza di Promos SB con Terre des Hommes Italia
Noi di Promos SB crediamo fortemente in questo approccio. La nostra collaborazione con Terre des Hommes Italia ne è una prova tangibile: abbiamo curato il loro ultimo Bilancio Sociale con l’obiettivo di restituire, in modo chiaro e accessibile, il valore del loro operato quotidiano a difesa dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. È stato un percorso di ascolto, confronto e approfondimento, che ci ha permesso di costruire un documento capace di parlare non solo ai tecnici o agli addetti ai lavori, ma a tutta la società civile. Perché il vero cambiamento si costruisce insieme, a partire dalla consapevolezza e dalla fiducia.
Perché (davvero) conta
Il Bilancio Sociale è un ponte tra l’ente e il mondo esterno. È lo spazio dove si incontrano etica e strategia, identità e comunicazione, passato e futuro. Per gli ETS, è lo strumento per affermare il proprio ruolo sociale in modo credibile e misurabile. Contare, oggi, non significa solo esistere. Significa rendere conto, coinvolgere, ispirare. E il Bilancio Sociale, se fatto bene, è il primo passo in questa direzione.
Vuoi saperne di più sull’impatto di Terre des Hommes? Leggi e scarica il Bilancio Sociale.